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Comunità Amore e Libertà Onlus
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Superiore Generale di Amlib - Don Matteo Galloni

DON-MATTEODon Matteo Galloni è il Superiore Generale, Fondatore e Presidente dell’associazione, ma è soprattutto l’anima della Comunità Amore e Libertà.

L’attenzione verso i bisognosi è affiorata in lui sin dalla giovane età. Nato in una famiglia benestante, il piccolo Matteo ha cominciato presto a porsi delle domande circa le differenze sociali che osservava: lui era nato in una famiglia serena e benestante, perché non tutti i bambini potevano avere tutto ciò? Cosa faceva il Signore per i poveri?  A quali difficoltà sarebbero andati incontro coloro che non potevano contare sul supporto del calore familiare costante?

Una missione si fece strada tra i suoi pensieri e le sue esperienze: “fare qualcosa di concreto per gli altri”. Scriveva così nel racconto della sua prima esperienza di volontariato estivo in un campo di lavoro nei pressi di Pescara a favore delle popolazioni del Sud Sudan.

Le sue esperienze di volontariato continuarono negli anni successivi, ma quella ricerca di giustizia che l’aveva animato doveva ancora essere colmata. Aiuti economici e favori offerti ai più disagiati non gli bastavano.
La sua aspirazione a cementare l’unità di comunità cominciò con la sua opera di recupero delle famiglie che abitavano il borghetto Prenestino di Roma. Il disagio sociale ed economico lì toccava livelli che impressionarono molto il giovane Matteo. I danni maggiori si riflettevano sui bambini e sui giovani, che versavano in situazioni di degrado estreme, tra analfabetismo e prostituzione.

Ispirato dalla lettura di “Lettera a una professoressa” di Lorenzo Milani, Matteo decise di stabilirsi in una baracca in vendita e cominciò a dare lezioni con la sua fidanzata del tempo e un gruppo di amici ai bambini abitanti della borgata. In poco tempo raccolse attorno a sé un gruppo di sedici alunni, tra i 7 e i 12 anni. Nel tempo riuscirono ad acquistare dieci baracche, cambiando considerevolmente il volto e il clima di quella borgata.

don-matteo-2-Sul modello della scuola di Barbiana, nacque così la “Scuola della Libertà” come fu nominata da Matteo e i suoi amici, aperta 365 giorni su 365, anche d’estate, quando si trasferiva al mare o in montagna. Era una scuola di vita, di comunione, di bellezza nel conoscere e apprendere.

L’entusiasmo iniziale crebbe in una vera passione e il dubbio sull’ingiustizia che aveva accesso un fuoco in Matteo intanto aveva trovato una risposta.

“Cosa faceva il Signore per i poveri?”, Matteo si rispose che aveva chiamato lui ad agire.

Realizzò così che quello che stava cercando non era una vita di famiglia, l’amore di una donna, la gratitudine dei bambini di borgata, ma la sorgente, l’assoluto dell’Amore, della Libertà. Decise così di andare a vivere in una baracca e donare la propria vita al Signore, secondo l’esempio di san Francesco, continuando a studiare e laureandosi in Filosofia alla Sapienza di Roma e poi in Teologia dogmatica alla Università Lateranense.

Dopo che le baraccopoli intorno a Roma furono sostituite dalle case popolari, Don Matteo si è misurato con lavori da operaio e manovale, fino a quando nel 1984 ha iniziato ad insegnare religione.

Nel 1986 ha sugellato il suo patto di Amore con Dio diventando sacerdote e nel 1988 ha fondato la Comunità Amore e Libertà per promuovere l’emancipazione dei più bisognosi attraverso l’acculturamento e l’inclusione sociale, realizzando quel desiderio che lo aveva animato sin da bambino.